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domenica 16 novembre 2008

Comunicazione pubblica in Sicilia



La comunicazione diventa sempre più un asset strategico per le PA che vogliono differenziarsi e crescere in termini di visibilità dei territori e di politiche di innovazione nel rapporto con gli amministrati.
Il territorio italiano è ancora oggi -assieme a quello francese- molto ricercato per la classica "vacanza culturale" che diventa sempre più "essenziale" e numericamente rilevante, vista la continua crescita della middle class del mondo intero.
Le città d'arte ci insegnano che -vista la fortuna insita nelle bellezze culturali ma anche naturalistiche che abbiamo [vedi la crescita continua del trentino] - basta l'organizzazione seria delle risorse e delle strutture disponibili in termini di servizi al cittadino per creare i presupposti per un turismo culturale coinvolgente.
Una buona politica strategica e unitaria di comunicazione e di visibilità che metta assieme la natura, la bellezza delle cittadine siciliane, l'arte, la storia e la cultura e i prodotti tipici di queste terre con strutture ricettive adeguate e politiche di servizi al turista, basterebbe per mettere il brand sicilia nella condizione di competere a livello mondiale.
Ci vorrebbero tempo e professionalità dedicate, ma si dovrebbe pur cominciare.
Ne parlavo in questo post
Il territorio italiano complessivamente perde appeal ma, al contrario, quelle realtà che hanno saputo sviluppare strategie adeguate hanno dei trend positivi, e costanti.
E' attiva in tal senso l'associazione dei comunicatori pubblici siciliani [ecco il link al facebook] che si è data il compito di portare avanti una condivisione di "best practices" tali da mettere tutte le amministrazioni che lo vorranno in grado di potere sviluppare politiche attente al cittadino, ma io spero anche al turista, al rispetto e alla salvaguardia del territorio e della qualità dei prodotti che da questo provengono.
Spero che questa associazione -se necessiterà sarò fiero di dare il mio contributo- si preoccupi di agevolare lo sviluppo di quei modelli, consortili per esempio, che in Toscana con l'olio e con il vino ma anche in Emilia romagna con le migliori produzioni italiane in ambito di food and beverage, hanno permesso di creare quel rapporto tra territorio, prodotti simboli di quei territori, artisti che in quei territori hanno lavorato e vissuto assaporandone i gusti e rappresentandone le particolarità, rapporto che è servito ad attrarre turisti e a dare valore al territorio stesso (al suo brand), quel valore che -sul modello del chiantishire- dovrebbe diventare l'esempio principale delle strategie delle PA siciliane. Continua...

martedì 4 novembre 2008

Qualche dato sullo sviluppo del business della rete

Giusto per mettere i puntini sulle i.....
e mi riferisco a coloro che non vogliono ancora -e tra il mio target di clienti potenziali geograficamente vicino sono ancora molti- Comprendere che sia il web che una buona organizzazione efficiente al suo inetrno e customer oriented a dispetto della situazione economica, sono tra le possibili soluzioni per affronatre la crisi che verrà con moltà professionalità e non troppe spese
Vi giro questo articolo del sole24ore....molto chiaro sui numeri e sulle possibilità di crescita del web. Continua...

martedì 30 settembre 2008

Marketing territoriale: il business del vino e il suo virus interno

Questa estate ho visto un "vecchio amico o meglio conoscente" e, chiacchierando, mi raccontava di avere iniziato un'attività nel campo della produzione dei vini e che, con orgoglio, aveva dopo alcuni anni di attività ottenuto particolati riconoscimenti al Vinitaly.
Ho fatto un esame del sito, della presenza in rete e mi sono accorto che -come tutti o quasi gli imprenditori dei dintorni- disponeva di un sito semplice ma "antico", "vuoto di informazioni e contenuti (come potrete vedere in questo post sono convinto che i prodotti come il vino e i prodotti agroalimentari al pari dell'arte devono essere utile strumento di visibilità dei territori e, con le opportune differenze gli imprenditori di questi settori dovrebbero condividere assieme ad altri stakeholder le strategie di sviluppo dei territori stessi)" e naturalmente senza nessuna capacità di utilizzo di comunicazione bidirezionale o interazione, chiamatela come volete, tipiche del web 2.0.
In un mercato internazionale come quello nel quale ci veniamo a trovare ci vuole capacità di leggere i mutamenti specifici del mercato e per questo ci vogliono professionisti con conoscenze specifiche.
L'industria del vino e i prodotti che vende son prodotti che hanno di per se il germe del virus (chi conosce un buon vino tende, facendolo conoscere ad altri, a farsi apprezzare come "esperto" cosa che fa figo, per cui riuscire a convincere quelli che nel gergo sono degli opinion leader è un obbligo per un impresa che ambisce a fare successo.
Ma come fare? a questo punto c'è la "ormai antica" arte del regalare a questi opinion leader selezionati da altri il prodotto sperando che gli piaccia e che ne "promuovano l'acquisto" agli altri.
non molto profittevole ormai per una serie di ragioni, ma questo non è ancora compreso da tutti.
e allora?
Creare un rapporto con clienti che per qualsiasi motivo sono venuti a contatto con te (impresa) dandogli la possibilità di dare dei giudizi "reali" sul prodotto è la scelta da fare.
Ma come, mi hanno detto degli imprenditori ai quali ho fatto proposte del genere, io devo pagare te per dire stronzate...noi cerchiamo di fare di tutto per nascondere "i giudizi negativi!" e tu ci dici di investire risorse per lasciali fare?" "si, faccio proprio così caro direttore" rispondo, "e sai perché? quando faccio una cosa voglio avere molte probabilità di riuscire e visto che la gente non crede più alla pubblicità di brand nei canali tradizionali e che voi dovete ottenere -per vendere- fiducia ,l'unico modo è questo".
Se fate un prodotto di qualità e la gente vedrà veramente che, sul vostro sito per esempio, può dire ciò che vuole crederà a quello che gli altri avranno detto e se il prodotto sarà di qualità le critiche negative sensate queste serviranno a migliorare il prodotto.
Se voi avete un'altra scelta seguitela.
io credo(e non solo io ma guardate qui ) che solo questa strada sia perseguibile a lungo termine, non servirà a raddoppiare le vendite nell’immediato (per fare questo ci sono altri mezzi in rete) ma creerà quel rapporto che oltre ad aiutare l’impresa a migliorarsi sempre ascoltando i veri clienti e non proiezioni di ideali tipi di clienti delle società di sondaggi (Ricordate il pollo di Trilussa?), le permetterà di proiettarsi in un imminente futuro molto difficile da immaginare per tutti gli altri. Continua...

domenica 28 settembre 2008

codice internet ad agrigento

Codice internet è un'interessante idea di condivisione/spiegazione delle potenzialità della rete in italia.
Si sta in questo momento realizzando un evento a Milano con una serie di manifestazioni e di personaggi a discutere delle potenzialità commerciali e non della rete.
Essendo un'aderente al progetto ho fatto una proposta:
Potrebbe essere utile per spingere la conoscenza e l'uso, sia in ambito commerciale che sociale della rete e di tutti i suoi "strumenti" fare un evento, che sulla falsa riga degli incontri di Milano inviti personalità, professionalità, imprenditori e amministratori a discutere sui temi dello sviluppo della rete e dei rapporti tra turismo e web, tra impresa e web, tra società e web?
Questa è la pagina della proposta commentatela e fate sentire la vostra voce!!!!!!!!!!! Continua...

lunedì 26 maggio 2008

Modelli di marketing territoriale: A chi il compito di progettare Il futuro dei territori?

Scusandomi per la lunga assenza causata da impegni professionali, voglio subito ricominciare a proporre.

Il tema è quello del marketing del territorio e il suo possibile sviluppo in Sicilia [qui ne discutevamo a proposito del settore vinicolo ].

I dati generali dimostrano che "i territori" termine molto poco usato fino a circa due anni fa, e tremendamente abusato oggi, attraverso una capacità di fare sistema e di utilizzare le staordinarie peculiarità tipiche che li caratterizzano, diventano i principali fattori di sviluppo dal basso dell'economia.

La capacità di conoscere -quindi- questi territori, le loro peculiatità, i loro malesseri, è diventata, anche per la politica (come si è visto dalle ulime elezioni), molto attraente.

Le agenzie di sviluppo locale, però, specialmente nel sud, non sono come spesso ci si aspetterebbe delle "vere agenzie per lo sviluppo" ma, per una serie di ragioni tutte politiche -e vi assicuro con reponsabilità sia di destra che di sinistra- sono diventate sempre più spesso il posto nel quale "posizionare" con incarichi diversi gli amici, i colleghi di partito che non sono stati eletti spogliandole -le agenzie di sviluppo- quasi sempre, di tutte quelle che dovrebbero essere le prerogative di queste proprio a causa dell'incompetenza e del disinteresse dei dirigenti.

Nascono allora -e in misura diversa nei diversi territori siciliani -delle associazioni no profit, onlus, che cercano di "sopperire alla mancanza di stategie di sviluppo territoriale" riunendo il maggior numero di attori di questi micro sistemi e cercando di organizzare le idee e di sedersi a discutere assieme di come queste si possano realizzare facendo quello che dovrebbero fare i comuni, le province ecc...

Esempi pratici ne potremmo citare ma non è questo che ci interessa.

Anche di territori che per una serie di cause -spesso non cercate- hanno fatto sistema ci sono esempi.

La provincia di Ragusa -per fortuna competenza o entrambe- ha, nel corso degli ultimi anni, ottenuto dei successi di "sistema" come per esempio la splendida pubblicità fatta dalla serie tv il "commissario Montalbano" ai suoi meravigliosi paesini e alle spiagge, alle chiese ecc..

Tipico esempio di successo del "marchio sicilia" così complicato da spiegare a quegli imprenditori -e anche e sporattutto ai dirigenti politici- che spesso sono troppo impegnati nella gestione della burocrazia e, purtroppo delle clientele.

Queste azioni di sistema hanno permesso di incrementare il turismo, quello di nicchia, quello culturale, quello naturalistico, gli agriturismi.

La forte economia agricola sicuramente meglio organizzata che in altre aree della sicilia, -pachino e il suo pomodorino sono un esempio- ha permesso alla provincia di Ragusa di avere alti tassi di occupazione e di occupazione femminile. ( anche se con i limiti delle "distorsioni delle agevolazioni", ma è un'altra storia)

Concordare con gli attori sociali del territorio le azioni, gli strumenti da utilizzare, le risorse da spendere..

( la comunità europea ha concesso anche per questo quinquennio alla sicilia la possibilità di rimanere all'interno dell'obiettivo convergenza (ex obiettivo 1)dando ai buoni e volenterosi amministratori la possibilità di usufruire di ingenti risorse per colmare quel gap tecnico, strutturale, professionale ma che è, anche -per la mia esperienza- forse soprattutto culturale )

..attraverso obiettivi specifici facilmente misurabili in termini di efficacia.

Questo è il primo compito che le instituzioni si dovrebbero dare
.

Sono sicuro che molti giovani professionisti del territorio, con me in testa, sarebbero felici di potere essere utili per la causa impegnandosi -ognuno per le proprie competenze- per rendere in fretta vivibile ed economicamente attraente questa fantastica isola del Mediterraneo. Continua...

domenica 16 marzo 2008

il brand Sicilia nel mondo

Sasà Salvaggio presente al Miami film festival nella sezione documentari con un documentario che con il suo timbro ironico-umoristico racconta la sicilianità.
Io non lo ho ancora visto, non posso quindi dare un mio giudizio specifico, di sicuro c'è che fa proprio quello che questo blog si è proposto nel suo piccolo come principale obiettivo: dare visibilità positiva al brand Sicilia.
Dunque onore al merito, bravo Sasà!!!!!! Continua...

sabato 8 marzo 2008

Strategie di marketing per la sicilia

Facciamo delle proposte di sviluppo per i nostri splendidi territori..
Chissà.... da cosa nasce cosa ( beppe grillo docet)!!!!!!!
Del resto la rete è ormai, e per fortuna direi, un mezzo che permette alle proposte serie di farsi strada, di essere visibili, di creare, magari, dei problemi a coloro che per favorire i loro interessi personali tengono imbrigliata la nostra isola in un perfetto immobilismo che ha come ovvia conseguenza la fuga di chi vuole "faticare si", ma con soddisfazione e che quindi si trova, sempre più spesso, a dovere prestare la sua professionalità, la sua "carica" non come vorrebbe allo sviluppo del suo territorio ma a coloro che sono disponibili più semplicemente a garantirgli uno stipendio.

E' dimstrato che nei primi anni di vita lavorativa -specialmente quando più alta è la specializzazione- si dà, per l'azienda, l'ente, l'industria per la quale si lavora, un abbondante 30% in più in produttività- e allora considerato tutto questo perchè non provare a proporre, proporre e proporre, magari -ne sarei lusingato- utilizzando questo blog, che non è nato per parlare di me, ma come strumento per fare unire, parlare e dare forza alla parte di società civile sicliana che ha -ne sono sicurissimo- tantissime proposte per modernizzare anche solo con un modo diverso di concepire le aziende, i prodotti, i mercati, dando così una boccata di novità necessaria nel dibattito sullo sviluppo siciliano.
Crediamoci e proponiamo. Continua...

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